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Festival Internazionale del Cinema di Salerno
Casella postale 80 - 84100 SALERNO
infoline e fax: 089 231 953
e-m@il: info@festivaldelcinema.it


La manifestazione annuale di Salerno si differenzia da tutte le altre similari attività in quanto sorta come divulgazione culturale e sociale del "Servizio cinema", fu il primo movimento ad interpretare le necessità della moderna comunicazione riconosciuta poi come mediale.
Attraverso mezzi meccanici (proiettori a formato ridotto), montati su minibus, si garantì la diffusione dell'immagine cinematografica nei luoghi più disparati, dalle piazze dei paesini alle sale delle piccole comunità ecclesiali e di ritrovo sociale, anticipando il progresso di quelle molteplici strutture che oggi coinvolgono appunto il mondo dell'immagine nella sua più ampia complessità.
Il Festival di Salerno, pur utilizzando una "testata" tradizionale, fonda i suoi interessi prevalentemente sui contenuti e poco sull'effimero, ancora di più sulla componente tecnico-artistica del cinema e tende a sviluppare i rapporti umani e la cultura attraverso questa tecnica di comunicazione. In circa mezzo secolo di attività ha realizzato infinite iniziative concretamente culturali, centinaia di dibattiti, taluni di altissimo livello scientifico, ha valorizzato nuovi talenti, rivelando aspetti sommersi del cinema, esponendo produzioni non trattate da altri Festival perche' non ritenuti importanti settori della cinematografia specializzata che, da sempre, invece hanno fatto parte del Festival di Salerno e che oggi rappresentano filoni di indubbio interesse da parte di tutte le maggiori cinematografie mondiali.
Appare sufficientemente esplicativo rifarsi ad una pubblicazione dell'Osservatorio dello Spettacolo del Ministero del Turismo e Spettacolo e dell'AGIS che, titolando "Globalità dell'immagine nel suo «processo integrativo»", con preziosa sintesi, ha, come qui appresso si riporta, presentato il Festival di Salerno "Uno dei più antichi, nato nel 1946, prima organizzazione festivaliera del dopoguerra (Venezia non aveva ancora ripreso e fino al '60, tra le poche del calendario cinematografico). Nelle sue edizioni ha interessato tutti i settori delle cinematografie specializzate, richiamando ogni anno oltre cinquanta Paesi attraverso una rassegna rivolta al "processo integrativo" della comunicazione, ai progressi tecnologici, alle informazioni, ai dibattiti.
Tutto ciò con l'apporto di aziende, enti cinematografici e televisivi nazionali e di singoli autori, consci della validità della formula.
All'inizio sono stati gli aspetti del cinema amatoriale (specie nell'epoca in cui questa branca formava i registi di domani) e dei film "specializzati", dai saggi sperimentali ai film spettacolari trasportati dal 35 al 16mm, dai documentari di informazione culturale ed industriale a quelli scientifici.
Tale impostazione ha consentito di sviluppare ogni anno diversi concorsi con connesse sezioni collaterali.
Negli ultimi vent'anni, fedele all'intuizione iniziale che assegna al cinema un'importante funzione della realtà sociale di oggi, ha approfondito la propria linea guardando all'evolversi delle tecnologie e dei nuovi mezzi "audiovisivi" nell'ambito di ampie fasce. Vi convergono pellicole indipendenti, film industriali, prodotti televisivi, espressioni della cine-elettronica, documentari scientifici, sportivi, turistici, tecnici.
Una rassegna, insomma, dedicata al cinema nella sua globalità. La spinta che consente di riunire tanto materiale eterogeneo è ambiziosa ed originale si tratta di fare il punto della formazione-informazione che naviga a bordo dell'immagine cinematografica, mettendo in programma film che rappresentano l'espressione di diversi spaccati sociali e culturali. Viene così attuata una vasta indagine sui rapporti che intercorrono nella creazione, nello sviluppo e nella promozione di opere cinematografiche particolari.
Pertanto Salerno si è affermata, fuori da orpelli mondani, come centro aperto che stimola, in maniera organica, collaborazioni e scambi. Nell'arco dei suoi sette giorni (data tradizionale: la prima settimana di ottobre) presenta un centinaio di opere selezionate tra le circa duecentocinquanta mediamente iscritte dai vari Paesi. I concorsi ufficiali sono in tutto otto. Vi rientrano pellicole cinematografiche di fiction e televisive.
Nel concorso maggiore sono ammessi indipendenti e nuovi talenti, tenendo conto che si tratta di una manifestazione concepita essenzialmente per i giovani autori. Vi si sono affermati nel corso degli anni anche Mario Soldati, Norman MacLaren, Vittorio Cottafavi, Claude Lelouch, Giorgio Treves, Manfredo Manfredi, Duccio Tessari. In contemporanea si svolge la rassegna ASSOCINEMA movimento di cultura nazionale, derivazione del Festival stesso, che opera nell'intero territorio attraverso una vasta rete di "cineclub" al cui interno si realizzano sperimentazioni e produzioni di autori indipendenti, professionisti e non. Presidente di uno di questi "cineclub" di ASSOCINEMA di Bagheria è stato l'Oscar Giuseppe Tornatore.
Un sistema per indicare nuove strade a vasti settori "mediali" e principalmente alle televisioni internazionali.
Un notevole contributo arriva dai dibattiti di attualità, convegni, meeting e dalle mostre dedicate principalmente alle novità tecniche ed alle invenzioni. Fra le iniziative realizzate finora il Convegno Nazionale dei Provveditori agli Studi, degli anni Cinquanta, che si concluse con una proposta di legge per i sussidi audiovisivi. Sono anche da ricordare il Convegno Nazionale dei Rettori delle Università Italiane per l'inserimento del Cinema come mezzo didattico e di ricerca, il Congresso Mondiale degli Industriali del Cinema, i convegni annuali per le nuove tecnologie, la valorizzazione attraverso il cinema di alcuni impianti archeologici culturali come la Certosa di Padula. Il Festival estende la propria azione in forma itinerante lungo la Costiera Amalfitana, ad Agropoli, Paestum ed in altre località del salernitano.
Non si dimentichi che nei primi Festival una carovana percorreva vari paesi per documentare quanto fosse semplice fare del Cinema. Uno speciale e lodevole ruolo lo hanno avuto i seminari di Alfabetizzazione cinematografica per i giovani, che hanno riscosso molto successo attraverso una serie di lezioni-conferenze e l'attivazione di un laboratorio tecnico.
Negli ultimi anni sono stati affrontati particolari temi di attualità: nel 1988 La civiltà delle immagini, nel 1989 Cinema e Video anni '90, nel 1990 Cinema e multimedialità, nel 1991 Cinema, TV ed audiovisivi in Europa." Il Festival assolve al suo compito originale con una formula che, rispettando la tradizione, attraverso incontri, segue ed anticipa le evoluzioni tecnologiche ed artistiche. Questo aspetto è di particolare valore in quanto disingue il Festival Internazionale del Cinema di Salerno dalle altre manifestazioni che seguono invece modelli monografici; quello di Salerno trova riscontro nell'ovvia necessità di favorire il generale progresso cinematografico nella nostra Nazione ove il cinema ha presenza internazionale e che in questo periodo di recessione registra un particolare allarme.

Le attività del Festival comprendono essenzialmente;
1) Concorso di Cinematografia inedita annuale internazionale per gli standard 35mm, 16mm, Digoitale e TV, per il lungometraggio e cortometraggio a soggetto.
Per l'Italia è un sostegno ai giovani autori ed ai gruppi di sperimentazione cinematografica.
2) Concorso Documentari nei vari standard con sezioni delle Cinematografie specializzate: industriale, scientifica, didattica, turistica, ecologica, religiosa, ecc.) Questa struttura è pressoché unica nella rete dei Festival, essa permette una concreta presenza per gli operatori culturali di informarsi sulle attuali produzioni.
3) Convegni, dibattiti, studi sulle tecniche in evoluzione, esposizioni di tecnologie d'avanguardia.
4) Raccordo con le problematiche tecniche (si ricorda il convegno mondiale dell'ATIC per la differenziazione degli Standard) non escluso la valorizzazione dell'attività musicale per le colonne sonore da Film che è presente da sempre con una manifestazione esclusiva.
Il Festival Internazionale del Cinema di Salerno è sorto da un ambiente culturale che ha saputo svilupparlo e custodirlo nel tempo ponendolo fuori dalle ben note speculazioni, tutelando l'attività con l'obiettività dei giudizi nei Concorsi.

Sono molteplici le attività collaterali che hanno determinato la sua estensione ad esempio:
• Convegni di studi sul "Cinema e l'età evolutiva" dai quali è sorta la filosofia dell'Alfabetizzazione Cinematografica per l'infanzia.
• Esercitazioni di Cinematografia estemporanea (concorso Montaggio in Macchina) imitata dal Festival di Taormina e da altri.
• Congresso mondiale dell'UNICA (cinema sperimentale)
• Convegno delle Università, dei Provveditorati agli Studi per l'introduzione del cinema in programmi didattici.
• Esposizioni di mezzi meccanici, sino agli anni "60, mostre monografiche negli anni successivi.
• Coinvolgimento delle attività cinematografiche nelle problematiche del sociale attraverso attività culturali appropriate.

I CONCORSI
Fin dalla nascita il Festival di Salerno si è caratterizzato come una manifestazione competitiva per produzioni italiane ed internazionali proponendo così un continuo ed aggiuntivo confronto sul progresso cinematografico.
Per il lungometraggio a soggetto vengono privilegiate le produzioni indipendenti, di nuove impostazioni, di cinematografie emergenti, comparate nei vari standard (35mm, 16mm, TV, digitale).
Sono state rivelate opere che hanno raggiunto finanche le nomination all'OSCAR. Una peculiarità pressoché esclusiva è il settore delle cinematografie specializzate, e quella dei cortometraggi (e/o documentari) che non trovano spazi nelle altre manifestazioni.
Le produzioni dei settori di competenza nazionale ed internazionale sono visibilmente interessati tanto che un gran numero di opere di particolare qualità affluiscono spontaneamente.
Molte di queste opere rappresentavano, nei primi anni, una novità come gli specifici settori che vengono da Salerno valorizzati (Convegno dei Rettori delle Università Italiana per l'introduzione del Cinema, nelle Università come informazione e ricerca; Convegno dei Provveditori agli Studi per la costituzione dei Centri Studi Sussidi Audiovisivi ed altre numerose iniziative culturali).
Basti inoltre pensare alla filmografia valorizzata da Piero Angela che è stata una presenza fissa del Festival sin dagli anni '40; Salerno è poi l'unica manifestazione che valorizza i documentari, messi fuori da ogni programma e che, invece, rappresentano il settore dello sperimentale (anch'esso presente a Salerno) preziose attività per la didattica cinematografica e la qualificazione professionale.
La globalità nell'indirizzo del Festival resta una formula originale da sempre apprezzata per chi vi partecipa, in quanto offre la possibilità di informarsi e comparare le varie attività del mondo cinematografico.
E' un impegno di particolare peso dovendo il Festival provvedere ad una enorme varietà di impianti tecnici e di standard cinematografici e video.